L’iter di approvazione

Il processo di approvazione del Piano particolareggiato è lungo e articolato. Il Piano, una volta redatto, viene adottato con delibera del consiglio comunale e successivamente depositato in pubblicazione per 30 giorni, durante i quali è possibile prendere visione del progetto da parte dei cittadini. Negli sucessivi 30 giorni è possibile effettuate le osservazioni o opposizioni da parte dei soggetti pubblici o privati direttamente coinvolti (enti, associazioni, proprietari, ecc.). Scaduti i termini utili, si avvia la fase delle controdeduzioni con successivi rigetti e accoglimenti delle osservazioni avanzate. Al termine di questa fase, il progetto del Piano viene trasferito in Regione all’organo superiore competente, che avrà il compito di verificarne la regolarità sotto l’aspetto tecnico e amministrativo. Al termine delle istruttorie di verifica, il Piano, se approvato definitivamente, acquista esistenza giuridica ed entra in vigore a seguito della pubblicazione sul B.U.R.A.S.

Dato che l’iter d’approvazione del Piano, può richiedere un lungo lasso di tempo prima di giungere al termine, è stato necessario introdurre delle misure per salvaguardare il P.P. a fronte di richieste di trasformazione del territorio in contrasto col Piano. Le misure di salvaguardia stabiliscono che una volta adottato il nuovo Piano, il sindaco deve sospendere qualsiasi richiesta di “permesso di costruire” non conforme alle direttive date dal P.P. La sospensione delle attività edilizie può durare al massimo 5 anni, tempo entro cui, in cui deve concludersi il processo di approvazione definitivo del Piano.

Le Fasi dell’iter

E’ l’atto amministrativo mediante il quale il Consiglio Comunale, su proposta della Giunta, e con apposita delibera, fa sue le indicazioni contenute nel P.P. La delibera di adozione del piano deve essere pubblicata all’albo pretorio del Comune in un giorno festivo e trasmessa al CO.RE.CO. (Comitato regionale di controllo) unitamente a tutti gli elaborati costituenti il piano.

Il P.P. adottato, subito dopo la restituzione da parte del CO.RE.CO., deve essere depositato presso la Segreteria comunale per la durata di 30 giorni, interi e consecutivi, durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione. Il deposito del piano deve essere reso noto a tutti i cittadini mediante avviso affisso all’albo pretorio del Comune e nei luoghi di pubblica frequenza e deve essere inserito nel foglio degli annunzi legali della Provincia.

Fino a 30 giorni dopo la scadenza del periodo di deposito, e cioè per complessivi 60 giorni a partire dalla data di pubblicazione del Piano, possono presentare osservazioni le Associazioni Sindacali e gli altri Enti pubblici ed istituzioni interessate. Inoltre possono essere presentate opposizioni al piano da parte dei proprietari di immobili compresi nel Piano o di altri aventi un legittimo interesse da tutelare. Nella Segreteria comunale deve essere tenuto un libro protocollo per registrare tutte le osservazioni ed opposizioni che devono essere presentate per iscritto ed in carta legale. Decorso il temine stabilito, il Segretario comunale chiude il libro protocollo con una dichiarazione indicante il numero delle osservazioni ed opposizioni presentate

In merito alle osservazioni ed opposizioni prodotte, il Comune deve, con apposita delibera consiliare, anch’essa sottoposta all’organo di controllo, formulare le proprie controdeduzioni, adottando, nel contempo, le modifiche al piano, conseguenti all’accoglimento totale o parziale delle osservazioni e delle opposizioni. Si precisa che le modifiche anzidette dovranno risultare da appositi elaborati grafici nella stessa scala e con la stessa rappresentazione di cui ai corrispondenti elaborati di progetto.

Il P.P. viene trasmesso alla Regione accompagnato dalla domanda del Sindaco, in carta legale. La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti: deliberazione consiliare con la quale è stato adottato il progetto del piano, munita del visto di conformità dell’organo di controllo; originale in bollo del progetto del piano, e almeno due esemplari di esso in carta semplice, muniti della dichiarazione di conformità all’originale, riportanti gli estremi della delibera di adozione; documenti in bollo comprovanti la regolarità della eseguita pubblicazione del piano.

L’organo superiore competente, che ha il compito di verificarne la regolarità del Piano sotto l’aspetto tecnico e amministrativo può: non approvare il Piano e ritrasmetterlo al comune; apportare modifiche sostanziali, tali che il comune dovrà ripubblicare; apportare modifiche non sostanziali e approvare il piano; approvare il piano.

Il P.P. è approvato dalla Regione, mediante Decreto entro centottanta giorni dalla trasmissione.L’approvazione del P.P. equivale a dichiarazione di pubblica utilità per le opere in esso previste. Con il decreto di approvazione è stabilito anche il tempo di attuazione del piano (massimo dieci anni) ed i termini entro cui devono essere compiute le eventuali espropriazioni. I piani particolareggiati nei quali siano compresi beni di interesse storico o artistico soggetti a tutela, o vincoli sulla protezione delle bellezze naturali, sono preventivamente sottoposti alla competente Soprintendenza che deve rendere il suo parere entro novanta giorni dal ricevimento del piano.

Il P.P. approvato viene depositato, insieme con una copia del decreto, presso la Segreteria Comunale, in libera visione del pubblico per tutto il periodo di validità, e notificato nelle forme delle citazioni a ciascun proprietario degli immobili vincolati dal piano stesso entro un mese dell’avvenuto deposito. Dell’avvenuto deposito, il Comune deve dare notizia mediante avviso affisso all’Albo pretorio e mediante avvisi affissi in luoghi di pubblica frequenza, inseriti nel foglio annunzi legali della Provincia e in uno o più giornali di larga diffusione.

Il P.P. può essere impugnato sia in via amministrativa, mediante ricorso al T.A.R., entro sessanta giorni dalla data di notifica ai proprietari degli immobili vincolati, sia in via straordinaria, mediante ricorso al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni, qualora siano stati lesi interessi legittimi, concreti ed attuali. L’impugnazione del piano non può riguardare le scelte tecnico-urbanistiche che presidiano alla progettazione del piano.